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| Esteban Bellán, campione alla fine dell'800 |
Storia del baseball cubano
Partite memorabili.
Secondo una cronaca apparsa quattro giorni dopo la fondazione dello stadio, il 31 dicembre, nel giornale "L'Artista" che si pubblicava nella città dell’Avana, la squadra rappresentativa dell’Avana triturò quella di Matanzas con il punteggio di 51-9, appoggiata nel lancio di Ricardo Abita e nelle battute dal ricevitore Esteban Bellán, del Mutual Club di New York della Grande Lega Americana. Non solo Bellán, fu il pioniere di tutti i cubani e latinoamericani che giocarono nella Lega Americana in 1871, ma quel pomeriggio divenne il primo cubano e il primo latinoamericano a fare 3 fuori campo in un incontro.
Secondo il resoconto firmato da un redattore sportivo che si chiamava "Henry", "Un pubblico numeroso assistette all'atto (gioco) che richiamò l'attenzione per la novità", aggiungendo che "piacque molto anche la semplice ed appropriata uniforme dell’Habana Club.”.
La partita, aperta e chiusa dal lanciatore Ricardo Abita (che fece un fuori campo), fu interrotta alle 5 e 35 minuti del pomeriggio per mancanza di luce.
Tre anni dopo, nel 1877, giunse nel porto di Matanzas, una nave-scuola degli Stati Uniti. I marinai avevano una squadra di baseball composta da dieci giocatori, anziché nove: esisteva allora il "right-short", giardiniere in breve, più o meno come avviene oggi nel il softball.
Anche la nuova configurazione vigente nella Lega Americana, presenta dieci giocatori per squadra, benché solo nove si trovino contemporaneamente nel terreno.
Fu così che ebbe luogo, nello stadio del Palmar de Junco, il primo incontro internazionale nella storia del baseball cubano e latinoamericano tra la squadra di Matanzas, composta tra gli altri dai tre fratelli Amieva, Lamadrid ed il nonno di Sammy Colón, e quella dei marinai della nave-scuola.
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