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Una partita di baseball in una foto d'epoca
Squadre schierate prima di una partita in una foto d'epoca

Storia del baseball cubano

Strategie di gara.

Emilio Sabourin, manager dell'Avana, portò giocatori della Columbia, una squadra del quartiere di "El Pilar" che giocava in una categoria inferiore, per rimpiazzare quelli che avevano lasciato la squadra dell'Avana. Tra di essi vi erano le future stelle: Valentín, Sirique, González, Martín Aróstegui, Carlos, Bebè, Royer, Alfredo Arcaño, Francisco, Pancho, Alday e Juan Antigas.

La prima sorpresa fu la vittoria contro il "Progreso" a Matanzas che contava su veterani come Calzadilla, Castañer, Anagrafe ed i fratelli Matos. Sabourin guadagnò il gioco applicando una strategia mai vista prima a Cuba. Col gioco pareggiato al 10° inning, la squadra dell’Avana andava per l'ultima volta alla battuta: si giocava a Matanzas, i "Rossi" erano il club di casa. Il primo battitore guadagnò la base per 4 palle fuori, il secondo, seguendo le istruzioni di Sabourin, toccò la palla, lasciando sotto shock i giocatori del "Progreso" che non poterono rispondere alla giocata. Con uomini in prima e seconda base, anche il battitore successivo toccò, ma gli avversari, intuendo la giocata, misero out il primo battitore - corridore, sacrificio perfetto. Con uomini in seconda e terza base, in giocata di "squeeze" un altro tocco... e il punto della vittoria era segnato.

Una frase tipica tramandata di generazione in generazione nei quartieri di Cuba è "gettare un pitén" come sinonimo immediato di improvvisare un gioco di baseball, ovunque sia disponibile un fazzoletto di terra. L'espressione deriva dall'inglese "picked ten" che significa: squadra composta da 10 giocatori.

Sembra che le sue origini risalgano XIX al secolo, quando nel baseball cubano si giocava con 10 giocatori in campo come sarebbe presto avvenuto nel baseball nordamericano. Nel 1885, infatti, quando la squadra nordamericana dell'Athletic giocò all’Avana, mentre i visitatori schierarono in campo i nove giocatori convenzionali, le squadre cubane giocarono con 10.
Il decimo giocatore era un uomo che si disponeva nella parte corta del giardino sinistro, come avviene nel softball di oggi, dovunque dietro il quadro o tra prima e seconda base, giocando la seconda base dietro il cuscinetto. Lo"short" giardiniere destro, era simmetricamente opposto allo shortstop.

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